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Quel ramo e quell'ago sul comò
Isaac era un giovane fanciullo che nel tempo libero (e ne aveva parecchio) andava a rubare le mele nel campo di Dino il contadino.
Il ragazzo aveva un difetto: era convinto di essere un genio e considerava il resto dell'umanità come una massa di ignoranti.
Quel giorno, dopo essersi riempito la pancia con i frutti di Dino, si mise in panciolle sotto un albero.
Una mela gli cadde in testa e scoprì la forza di gravità.
Felice per la grande scoperta si mise a correre per i campi, finchè si imbattè in Dino che gli chiese:"cos'è tutta questa gioia giovane Isaac?"
"Ho fatto una grande scoperta Dino!"
"Dimmi, di che si tratta?" chiese l'agricoltore.
"Dino" disse il ragazzo "lo sai che la terra ti attrae?"
"Certo che lo so, se no facevo il giornalaio non il contadino, e se e per questo anche mia moglie mi attrae abbastanza" fu la risposta.
"Ma no, intendo dire...."
"Ah tu parli della forza di gravità" lo anticipò Dino.
Isaac rimase sbalordito.
"Mah, quella è poca cosa" continuò Dino "io parlavo dell'attrazione che provo per la terra, la terra che lavoro da tutta una vita e che mi restituisce meravigliosi frutti. Io parlo dell'attrazione che, dopo tanti anni, provo ancora per mia moglie. Io, caro Isaac, sto parlando di una forza molto più grande della gravità, sto parlando di passione, sto parlando della forza dell'Amore".
"Dino, tu oggi mi dai una grande lezione di vita, cosa posso fare per sdebitarmi?" chiese Isaac.
"Beh, smettere di rubarmi le mele sarebbe un buon inizio" rispose Dino.
"Ehm.. certo... ora devo proprio andare" farfugliò il giovane e se ne andò.
Isaac non faceva altro che pensare al grande messaggio che Dino gli aveva trasmesso, quando incontrò il medico del paese.
"Buongiorno dottore!"
"'giorno".
"Come sta?" domandò Isaac.
"Non molto bene figliolo, son depresso"
"E come mai? Lei è sempre stata una persona allegra e molto vivace".
"Sì, allegro e molto vivace.Eccheccazzo, sono un medico mica una sonata di Beethoven.
In ogni caso non lo sono più purtroppo, mi sono ammalato da quando ho trovato mia figlia che faceva l'amore con tre civette sul comò.
Ambarabaciccicoccò"
"Che intende dire, precisamente, con ambarabaciccicoccò?" chiese Isaac.
"Niente, ma fa rima con comò".
"Giusto" fece Isaac "posso aiutarla in qualche modo ad alleviare la sua pena?".
"Una cosa potresti farla. La prossima volta che vai a rubare le mele a Dino, portane qualcuna anche a me."
"Com'è che tutti sanno sta cosa?" pensò Isaac "ed io che credevo di avere un passo felpato ed un'agile andatura".
"Ma non portarmene una al giorno, altrimenti mi leverai di torno" aggiunse il medico.
"Ehm.. certo... ora devo proprio andare" rifarfugliò il giovane e se ne andò.
Qualche mese dopo.
Qualche mese dopo Isaac sperimentò sul campo la forza dell'Amore di cui aveva solo sentito parlare.
Si innamorò (ironia della sorte) della figlia del dottore che (reironia della sorte) si chiamava Melania.
Adesso capiva le parole di Dino.
Era vero: la forza dell'Amore è più grande della forza di gravità, quando sei innamorato, infatti, ti sembra di volare a due metri dal suolo.
Tutti erano felici, il medico guarì, Isaac era innamorato e a Dino non rubavano più le mele.
Anche stavolta l'Amore aveva trionfato su tutto e su tutti.
Isaac e Melania si sposarono,e la notte del matrimono, fecero l'amore per ore e ore e ore.
Sul comò.
Ambarabaciccicoccò.

















Gli abitanti del paese erano stufi del via vai dei clienti, ed inoltre era poco morale vedere delle donne che vendevano il loro corpo proprio sul marciapiede di fronte alle loro case.
Aprì la porta e trovò, seduto al tavolo, Raz Degan (in italiano Razzo di pistola) che disse:" Ermanno ti vedo triste, vuoi un goccio di jagermeister?"
I tre si guardarono negli occhi e poi, in segno di approvazione, si misero a fare la ola e a cantare :"po po poppo po po pooo".
Il suo lavoro lo portava sovente a recarsi in luoghi molto distanti dalla sua abitazione e lo costringeva ad intraprendere dei viaggi molto lunghi.
A differenza del suo omonimo umano, Luigino la farfalla era conosciuto nell’ambiente farfallesco come un vero castigafemmine, un vero stallone.
Quel giorno Batman era solo nella Bat-Caverna e se ne stava comodamente seduto sulla sua Bat-Poltrona in vera pelle di pipistrello.
- Nasce a Milano il 10 Giugno 1974 in un quartiere periferico di Milano dove vive con i genitori, il padre ex guardia giurata, originario di Avellino e la madre ex colf. Finisce le scuole medie e poi comincia a lavorare, o meglio, a cercare espedienti per vivere. - Comincia a fare il barman in alcuni locali, poi abbandona il bancone e sale sul cubo. Inutile dire che le ragazze impazziscono per il giovane e muscoloso ballerino. Poi conosce Apollo e Zeus due spogliarellisti antesignani dei Centocelle Nightmare che lo invitano a entrare nel gruppo. Da qui la scalata al successo. Frequentano tutti i tipi di locali e ogni sera fanno il pienone.
Ma da 16 anni a questa parte Tobia stava vivendo uno dei dolori più grandi che un contadino possa provare (oltre al non sapere quanto sia buono il formaggio con le pere): vedere la vita della sua creatura appesa ad un filo.
Spiderman camminava per strada sicuro di sè, quando all'improvviso due mani umane gli strinsero il collo: erano le mani di Max Pezzali.
Dedalo ed Icaro si stavano preparando a fuggire dal labirinto in cui erano stati rinchiusi.